
Piazza Garibaldi è il cuore della città, non solo perché nell’assetto urbanistico costituisce il fulcro verso cui convergono tutte le principali vie del centro, ma perché il cosiddetto Listone (il lastricato marmoreo centrale) è un punto d’incontro per la popolazione. Qui si tiene il mercato settimanale (il sabato) e qui si svolgono tutte le principali manifestazioni all’aperto, a partire dalla tradizionale Fiera di San Carlo (ai primi di novembre). E’ una piazza di grandi dimensioni (96 x 38 m), creata nel XVII secolo e risistemata nel XIX.
A quest’epoca risalgono la maggior parte degli edifici che vi si affacciano, a cominciare dal più imponente e scenografico, il Palazzo Municipale. L’edificio fu progettato alla fine dell’Ottocento dall’architetto G. Misuraca per sostituirne uno settecentesco ormai pericolante. Mattoni a vista, arcate ogivali, bifore, merlature sono gli elementi tipici con cui lo stile neogotico dell’epoca cercava di ricreare un “effetto medievale”.
Piazza Turati è situata dietro al palazzo municipale. Ristrutturata nel 2002 su disegno dell'architetto G.Zani, è ora area pedonale. Al centro della piazza si trova una fontana ed un monumento dedicato al Po di Brunivo Buttarelli, artista casalasco.
Il Museo del Bijou di Casalmaggiore si trova a pochi passi dalla piazza principale, nel piano seminterrato del settecentesco Collegio di Santa Croce, ampio complesso recentemente restaurato che ospita anche la Biblioteca e l’Auditorium. E’ un museo specializzato del patrimonio storico-industriale. Nella sezione oggettistica sono conservati quasi 20.000 oggetti, tutti prodotti dalle diverse fabbriche di Casalmaggiore tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’70 del Novecento. Oltre alle tipologie tradizionali della bigiotteria (spille, gemelli, bracciali, orecchini, ciondoli), sono presenti portacipria, portarossetto, portasigarette, occhiali da sole, medaglie devozionali, distintivi. Nelle sale del Museo sono esposti inoltre attrezzi, macchine utensili, fotografie e cataloghi che documentano quello che fu un fenomeno industriale pressoché unico in Italia. Al Museo è annesso un laboratorio didattico dotato di attrezzature per la fusione dei metalli, la saldatura, la doratura.
Il museo ha un proprio sito web nel quale è possibile, previa autorizzazione, consultare il catalogo on-line.

In Palazzo Diotti (Via Formis, 17) ha sede il Museo omonimo. Il Palazzo, che fu dimora del pittore casalasco Giuseppe Diotti (1779-1846) notevole esponente della pittura italiana fra neoclassicismo e romanticismo, conserva varie opere del pittore, oltre a sezioni dedicate ai maestri e agli allievi, offrendo in tal modo un significativo panorama della pittura a Casalmaggiore fra Settecento e Ottocento.
Una delle più antiche dimore civili di Casalmaggiore è rappresentata dal Palazzo Martinelli (Via Cairoli, 29), la cui facciata, ricca di decorazioni in cotto, è un bell’esempio di architettura rinascimentale lombarda.
Al suo interno ha sede la Scuola di disegno “G.Bottoli”, scuola d’arti e mestieri sorta dopo l’Unità d’Italia per la preparazione culturale e artistica degli artigiani e fiorente soprattutto nei primi quarant’anni del ‘900. Vi si conservano calchi in gesso e trattati ad uso didattico, oltre a una serie di dipinti, disegni e incisioni.
In fondo a Via Favagrossa, introdotto da un bel cannocchiale prospettico costituito dai palazzi neoclassici Camozzi (a sinistra) e Mina – Tentolini (a destra, con timpano), sorge imponente il Duomo di Santo Stefano, neoclassico, costruito alla metà del XIX secolo su progetto di Fermo Zuccari. La struttura, preceduta da un pronao, è a croce greca, con cappelle laterali, profondo coro. e maestosa cupola su tamburo (alta circa 60 m). All’interno numerose sculture (tra cui emergono quelle di G. Albertolli e di P. Civeri) e una ricca quadreria (opere di C. Agosta, Malosso, Moncalvo, C. Gavasseti, G. Diotti, secc. XVI-XIX).
Il duomo
In prossimità del Duomo sorge il vasto complesso monastico di Santa Chiara, fondato nel 1504 ed esteso nel corso del XVIII secolo. Oggi è sede dell’Istituto Postuniversiatrio Santa Chiara. All’esterno spicca il profilo ottagonale con doppia galleria della Chiesa, consacrata nel 1531. A questo corpo di fabbrica, che costituiva la chiesa pubblica, è annesso un corpo comunicante, rettangolare e voltato a botte, che costituiva la chiesa monastica. Qui si possono osservare interessanti affreschi appartenenti a cicli cronologicamente distinti e in parte sovrapposti.
Il battistero di S.Chiara Il complesso monastico di S.Chiara, ora sede dell'Istituto Post-Universitario.
Sussidiaria del Duomo è la Chiesa di San Francesco, in Via Cavour, di origini molto antiche, ma ricostruita in forme neogotiche dopo il rovinoso incendio del 1919. Conserva al suo interno numerose opere d’arte: un pregevole Cristo morto in marmo attribuito allo scultore tardogotico Jacopino da Tradate; un affresco su colonna del XV secolo; numerose tele sei-settecentesche (di F. Monti, G. Cignaroli, F. Chiozzi, Mastelletta) e resti di quadrature di G.B. Zaist.
La chiesa di S.Francesco
All’interno di Casalmaggiore una storia parzialmente autonoma fu quella del Borgo di sotto, quartiere popolare abitato dai lavoratori del Po: qui si concentrava infatti la maggior parte dei traffici legati al fiume. I principali edifici del quartiere erano le sue chiese, la Parrocchiale di San Leonardo e la Chiesa di Santa Maria del Popolo. La prima, di origine quattrocentesca, è stata oggetto di ripetuti rifacimenti: sulla facciata spicca un Leone di San Marco che resta a testimonianza del periodo di dominazione veneta sulla città. All’interno si conservano due pregevoli tele settecentesche di G. Guerrini e la pala d’altare di P. Araldi. La Chiesa di Santa Maria del Popolo è meglio conosciuta come “Chiesa dell’Ospedale” perché attigua al complesso dismesso dell’ex Ospedale degli Infermi. Eretta nel 1577 ad opera della Confraternita della Morte, presenta una volumetria esterna rettangolare entro cui se ne articola una ottagonale con cupola. L’interno, interamente decorato, conserva una serie di tele e affreschi del pittore locale Marcantonio Ghislina (1676-1756). A lungo sussidiaria della Parrocchiale, è attualmente chiusa al pubblico.
La chiesa di S.Leonardo Fuori dal centro abitato, oltre la ferrovia, lungo la vecchia strada per Sabbioneta, sorge il Santuario della Beata Vergine della Fontana, retto in origine dai Serviti e affidato dal 1902 ai Cappuccini. Costruito nella seconda metà del XV secolo sul luogo di una fonte ritenuta miracolosa.

Lo stile della chiesa è prevalentemente gotico. Nella facciata tripartita spicca un ricco portale rinascimentale in cotto. L’abside centrale, poligonale, è molto sviluppata in altezza per la presenza del presbiterio sopraelevato e della cripta. La navata centrale, delimitata da pilastri poligonali, è coperta da una maestosa volta a botte di disegno classicheggiante, mentre le volte delle campate laterali sono a crociera. Numerosi gli affreschi conservati nel Santuario, di epoca variabile dal XV al XVII secolo: oltre all’immagine venerata della Madonna del latte, nella cripta, si ricordano il ciclo con le Storie di Giovanna d’Arco e numerose immagini votive di Madonne. Pregevoli i paliotti policromi in scagliola degli altari (sec. XVII). Nella seconda cappella di sinistra è presente la stele funeraria del pittore Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, morto nel 1540 a Casalmaggiore, dove si era rifugiato da Parma perché perseguitato dalla giustizia. Secondo la tradizione il Parmigianino sarebbe morto in una cascina poco distante (una lapide commemorativa è visibile lungo il Viale del Santuario).
Il Teatro comunale Al n.53 di Via Cairoli si incontra il Teatro Comunale, elegante e grazioso esempio di teatro settecentesco, con pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione. Fu costruito fra 1782 e 1783, in un periodo particolarmente fiorente per Casalmaggiore, allora soggetta al dominio austriaco, su progetto di G.A. Mones, a cui si deve anche la decorazione del soffitto della platea. Il teatro fu un’istituzione attiva per tutto il XIX secolo, quando vi fu affiancato un salone per le feste popolari, denominato Fastassa (oggi utilizzato come sede espositiva). Restaurato e riaperto al pubblico nel 1989, dopo anni d’abbandono, ospita un’importante Stagione Teatrale e numerose rassegne collaterali.